Newsletter di Ottobre 2019

Newsletter di Ottobre 2019

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

DPI, questi sconosciuti

Quante volte abbiamo letto la sigla DPI su qualche articolo riguardante la Sicurezza sul Lavoro, ma non abbiamo mai capito realmente a cosa ci si riferisse?

Di seguito cercheremo di fare chiarezza.

DPI sta per Dispositivo di Protezione Individuale, ed è “un’attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro e devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione e protezione”. La definizione data dal D. Lgs. 81/08 spiega perfettamente la loro funzione.

I DPI devono rispettare determinati standard:

a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;

b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;

c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;

d) poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità;

In caso siano presenti rischi multipli, in cui c’è la necessità dell’uso simultaneo di molteplici DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere la propria efficacia nei confronti del rischio.

Questi vengono classificati generalmente in tre categorie, a seconda del grado di rischio connesso all’attività lavorativa. Il loro utilizzo è opportuno ogni qual volta ci si trova in situazioni in cui non è possibile evitare i rischi oppure ridurli al minimo attraverso le misure protezione e prevenzione.

Alcuni esempi di DPI e la loro utilità:

Cuffie ed inserti vengono utilizzati per ridurre i forti rumori nei luoghi di lavoro, l’elmetto di protezione viene utilizzato per proteggere la parte superiore della testa dell’utilizzatore contro le lesioni che possono essere provocate da oggetti in caduta i guanti di protezione che, a seconda dei rischi derivanti dalla propria attività lavorativa, garantiranno una tipologia differente di protezione.

“CULTURA DELLA SICUREZZA”

Tante volte sentiamo parlare di “cultura della sicurezza”, ma sappiamo realmente cosa sia?

Anticipiamo che il concetto di “cultura della sicurezza” è relativo, non assoluto. Quindi cercare di misurare quest’ultima sulla base del numero di infortuni non è utile.

Avere un infortunio in azienda non significa necessariamente che lì non vi sia una “cultura della sicurezza”. All’incontrario, se un’azienda non ha mai avuto infortuni, anche se questa non rispetti le norme di sicurezza, non vuol dire che abbia un’elevata “cultura della sicurezza”.

Chi reputa di avere una “cultura della sicurezza” adeguata, probabilmente ha applicato in maniera selettiva le prescrizioni del D. Lgs. 81/08. Se si reputa tale attività sufficiente ad adottare la “cultura della sicurezza” nella propria azienda, probabilmente ha sottovalutato alcuni aspetti derivanti all’operatività e dall’esperienza degli operatori presenti nell’azienda stessa.

La “cultura della sicurezza” è definita solo dall’attitudine mentale con cui si svolge una mansione. Può essere indicata dall’alto, con norme o per imposizione. Ma prende piede solo quando si manifesta dal basso, dai comportamenti quotidiani di ciascuno e dal concetto che si assimila.

 

Esempio pratico:

Oggi quasi tutti indossano la cintura di sicurezza. Possiamo dire che è parte integrante della nostra “cultura della sicurezza”? Non esattamente.

Solamente pochi sono convinti della necessità di indossarla.Dite che non è vero? Allora perché la maggioranza di quelli che la indossano alla guida non la indossa anche quando siede sui sedili posteriori (ed è obbligatorio secondo il codice della strada)?

Concludendo: valutate di avere la “cultura della sicurezza” che vi meritate? Rispondetevi, anche considerando quanto vi abbiamo suggerito in precedenza.

CURIOSI & SICURI

Sindrome di Bore-Out

 

La Sindrome di Bore-out è un fenomeno che a semplice vista può apparire assolutamente inoffensivo. Avere poco lavoro o responsabilità basse da non saper che fare per la maggior parte della giornata è il sogno di molte persone. Quello che pochi sanno è che questa situazione finisce per influire negativamente su chi la vive. La mancanza di obiettivi, il disinteresse e la frustrazione non tarderanno ad apparire, provocando a lungo andare depressione, apatia e problemi di concentrazione.

Abbiamo stilato 5 punti che rispecchiano soprattutto chi soffre o è a rischio di bore-out:

  • Si sente scontento, annoiato o sottostimolato durante le ore di lavoro;
  • Non capisce lo scopo o senso del suo lavoro e nutre uno scarso interesse a riguardo;
  • Alla sera sii ritrova spossato e stanco nonostante sa di non aver subito alcun tipo di stress durante la giornata;
  • Gli piacerebbe cambiare mansione ma ha il timore di peggiorare la sua situazione lavorativa;
  • Alle volte si ritrova a perdere tempo o a far finta di lavorare.

Sicuramente la passività non porterà a migliorare la situazione, quindi per poter prevenire questa nuova emergente sindrome, ci sono delle precauzioni che si possono tenere da conto, come far attività appaganti al di fuori del contesto lavorativo, parlarne con uno specialista o direttamente con i superiori.