Newsletter di marzo 2019

Newsletter di marzo 2019

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

LE REGOLE DA OSSERVARE PER LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI

I rischi professionali nella movimentazione manuale dei carichi e nella movimentazione con semplici agevolatori sono spesso sottovalutati o considerati poco rilevanti per la salute dei lavoratori. Ma in libertà oltre agli eventuali problemi muscolo-scheletrici, in caso di sollevamenti realizzati senza idonee procedure, anche il semplice schiacciamento delle mani durante il sollevamento può causare al lavoratore dolori per diversi giorni e assenze dal lavoro che si ripercuotono sull’azienda.

Per affrontare correttamente i rischi della movimentazione manuale di carichi è dunque necessario in primo luogo sensibilizzare tutti i lavoratori e operatori, a qualsiasi livello gerarchico. Questa sensibilizzazione è infatti la condizione indispensabile per individuare nella prassi lavorativa quotidiana i rischi della movimentazione manuale di carichi e per prendere provvedimenti.

Le fasi di trasporto, in quanto parte integrante dell’intero processo lavorativo, siano preparate e pianificate convenientemente. E in fase di pianificazione deve essere prevista un’accurata armonizzazione delle diverse componenti del processo di movimentazione, vale a dire:

  • Peso e forma della merce da trasportare;
  • Scelta degli agevolatori utilizzati per il trasporto;
  • Selezione e formazione degli operatori;
  • Vie di trasporti;
  • Luogo dove posare il carico;
  • Organizzare il lavoro.

Dunque è importante organizzare ogni processo di trasporto evitando pericolose improvvisazioni.
Partiamo dalla constatazione che i carichi devono essere trasportati, per quanto possibile, con mezzi meccanici o con agevolatori appropriati e devono essere predisposte misure adeguate nell’organizzazione del lavoro. Inoltre è necessario concepire convenientemente i processi di trasporto, sia quelli effettuati con regolarità che quelli casuali. E’ poi importante limitare i pesi dei carichi e tenere le vie di trasporto libere e ben illuminate. Riguardo al personale  è necessario scegliere personale adatto e istruito correttamente non solo attraverso un corso di formazione, ma anche che impari le regole di comportamento in merito al lavoro quotidiano da svolgere. Infine in merito ai dispositivi di protezione individuali (DPI) si sottolinea che in presenza di rischi di infortuni alle mani e ai piedi, si deve far rispettare l’uso di guanti e scarpe di sicurezza.

SICUREZZA SUL LAVORO

LA DIFFERENZA TRA DANNO, PERICOLO E RISCHIO

 

Il rischio è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone.

DANNO

  • Qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell’evento;
  • Lesione fisica o danno alla salute;
  • Gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del pericolo.

PERICOLO

  • Proprietà intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danno.

RISCHIO

  • Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente, oppure alla loro combinazione.

 

FORMAZIONE

LICENZIAMENTO PER MACATA PARTECIPAZIONE AL CORSO DI FORMAZIONE

Non partecipare ingiustificatamente ai corsi di formazione in materia di salute sul lavoro costituisce per i lavoratori una violazione degli obblighi di diligenza, di fedeltà e di correttezza e può rappresentare una giusta causa di licenziamento. Il D.lgs. 81/08, in particolare, impone ai Datori di Lavoro con l’art. 18 l’obbligo sanzionatorio di informare, formare e addestrare i lavoratori ma impone anche ai lavoratori, con l’art. 20, l’obbligo di partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati a loro favore dal Datore di Lavoro.  Non partecipare ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si possono così sintetizzare le conclusioni alle quali è pervenuta la Corte di Cassazione in questa ordinanza, costituisce per i lavoratori una giusta causa di licenziamento. La Corte suprema già in passato aveva assunto in precedenti espressioni tale posizione, ma in questa occasione la stessa ha ribadito il concetto con più fermezza rigettando il ricorso di un lavoratore licenziato da una società per non avere preso parte ingiustificatamente alla formazione obbligatoria prevista dall’Accordo Stato-Regioni e per il comportamento recidivo dello stesso tenuto con riferimento a due analoghe precedenti condotte, colpite da provvedimenti sanzionatori.