Newsletter di maggio 2018

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SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

CATERING: I RISCHI PER I LAVORATORI

Il CATERING è una forma di ristorazione collettiva in forte espansione, che consiste nella distribuzione e nella somministrazione di alimenti di vario genere in luoghi diversi da quello in cui è prodotto. E’ un’attività molto dinamica e veloce caratterizzata dalla risoluzione in poco tempo e dall’improvvisazione. Ciò lascia poco spazio alla razionalità e, di conseguenza, alla comprensione e valutazione dei possibili rischi presenti. Di seguito vengono elencati e brevemente descritti alcuni dei possibili rischi presenti in questa attività.

  • Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC)

Nel catering si identifica con il trasporto manuale di materiale necessario per il servizio, quindi tavoli, sedie, stoviglie, utensili per la cucina tra cui il forno e bruciatori, grandi contenitori allestimenti e tovaglie.

  • Posture incongrue

Si riferisce alla posizione del corpo assunta dal personale durante il lavoro. Durante il servizio, che di solito è effettuato all’italiana o all’inglese, il corpo assume delle posizioni non del tutto congrue alla normale configurazione fisica, andando a sovraccaricare il rachide e gli arti. Determinate posizioni sono continue, persistenti durante l’orario di lavoro e ripetute nel tempo, e tutto ciò può provocare dolori e seri danni a lungo termine.

  • Disturbi Muscolo – Scheletrici (DMS)

I DMS che derivano da tale attività lavorativa colpiscono parti specifiche del corpo quali muscoli, articolazioni, tendini e legamenti. La maggior parte dei DMS da lavoro è costituita da disturbi di tipo cumulativo, frutto di un’esposizione ripetuta a carichi di diversa intensità per un periodo prolungato.

  • Microclima e Agenti Atmosferici

Sia a pranzo che a cena, il personale si ritrova a lavorare in ambienti totalmente sfavorevoli dal punto di vista climatico in quanto è soggetto alle altissime temperature e a volte agli sbalzi con gli interni climatizzati.

  • Rumore

L’inquinamento acustico è molto presente. Si pensi, per esempio, al rumore in cucina, agli addetti alla lavastoviglie o anche  al dj che mette la musica durante il lavoro. I lavoratori sono costantemente a contatto con pressioni sonore che vanno ben oltre gli 80 dB e per tutta la durata del servizio.

  • Sostanze Pericolose

Le sostanze che possono entrare in contatto con il personale sono i solventi e i detersivi, che vengono utilizzati durante le operazioni di pulizia. Il contatto prolungato e incontrollato con la pelle può provocare dermatiti (pelle secca, desquamazione) o altre forme di irritazione cutanea.

  • Rischio esplosione

La principale causa di rischio esplosione è data dall’uso di bombole GPL collegate a bruciatori. Il problema delle bombole non è di per se la struttura, perché sono realizzate in modo tale da resistere a condizioni estreme, ma è l’uso che se ne fa, infatti un uso scorretto può essere fatale.

PRIVACY

IL REGOLAMENTO GENERALE EUROPEO SEMPLIFICA LA VITA DELLE PMI?

 

Le autorità europee non perdono occasione di affermare che il regolamento europeo 679/2016 offre particolari facilitazioni alle piccole e medie industrie; a riprova di questo fatto si fa riferimento al considerando numero 13 ed all’articolo 30. In particolare, entrambi i riferimenti affermano che l’obbligo di tenere un registro del trattamento non si applica ad aziende piccole e medie, vale a dire con meno di 250 persone, salvo alcune eccezioni.

Appare evidente che una formulazione del genere richiede un approfondimento circa le eccezioni che toglierebbero la facilitazione, che si dichiara esistente.

I casi in cui non si applica alla deroga alla tenuta del registro del trattamento sono tre:

  • trattamento che potrebbe portare a rischi per i diritti e la libertà degli interessati,
  • trattamenti di carattere non occasionale,
  • trattamenti afferenti a speciali categorie di dati personali, collegati a condanne penali e indagini connesse.

Basta che una sola delle tre alternative sia applicabile, perché l’obbligo di tenuta del registro del trattamento resti in vigore.

Ecco il motivo per cui anche aziende con meno di 250 dipendenti che trattano dati che rientrino in una sola delle tre categorie illustrate, sono obbligati a impostare e tener aggiornato un registro delle attività di trattamento.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE LA FORMAZIONE?

Il GDPR andrà a sostituire la normativa nazionale in materia di protezione dei dati personali, impattando anche sulle imprese con sede fuori dall’UE, è importante per tutti preoccuparsi fin da subito di raggiungere una sufficiente conformità con il dettato normativo europeo.

Il primo punto fondamentale sarà quello relativo al consenso, da ottenere nei confronti dell’interessato al trattamento, sia per i dati che devono essere ancora raccolti, sia per quelli già in possesso. I dati già in possesso saranno oggetto di audit per verificare che rispettino il consenso. Il secondo punto riguarda l’obbligo di notifica, entro 72 ore, di ogni violazione dei dati (data breach), sia al DPO, che agli interessati. Ogni organizzazione dovrà essere pronta ad eliminare i dati dell’interessato che ne faccia richiesta, sia perché i dati sono stati acquisiti illecitamente, sia perché lo permette la legge. Si dovranno quindi implementare sistemi che rispondano prontamente alle richieste di «essere dimenticati».

In determinate circostanze previste dal Regolamento, dovrà essere nominata la figura, rappresentata dal DPO, di un responsabile della protezione dei dati, da individuarsi sia tra i dipendenti dell’azienda, sia servendosi di consulenti esterni, esperti in materia.

Sempre per specifici casi mandatori (seppur sia consigliato a tutti), ci si dovrà dotare di un registro delle attività di trattamento, distinto tra quello del Titolare e quello del o dei Responsabili. Tale documento dovrà essere aggiornato con frequenza, affinché rappresenti realisticamente l’attività svolta in dell’azienda.