Newsletter di gennaio 2019

Newsletter di gennaio 2019

SICUREZZA SUL LAVORO

L’ORGANIZZAZIONE DEI PIANI DI PRIMO SOCCORSO E DI EMERGENZA

Sappiamo che il primo soccorso è quell’importante insieme di interventi, manovre e azioni messe in essere da chi si trova a dover affrontare una emergenza sanitaria in attesa del personale specializzato. E riguardo al primo soccorso nei luoghi di lavoro il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs. 81/08) indica che il datore di lavoro, tenendo conto della natura delle attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, “sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

Un piano di soccorso e di emergenza è un documento che indica, con procedure chiare, compiti, ruoli e comportamenti che ogni lavoratore deve assumere in caso di emergenza. In particolare il piano deve indicare in maniera chiara cosa fare:

  • A chi scopre l’incidente;
  • A chi è allertato (squadre di intervento);
  • Al centralino telefonico;
  • Alla portineria;
  • A tutti i lavoratori presenti.

Ad esempio, è buona prassi che la chiamata al 112 venga effettuata dall’addetto primo soccorso intervenuto sulla scena.
In ogni caso un piano di primo soccorso, per poter essere efficace “deve possedere alcuni requisiti fondamentali”:

  • Deve essere realisticamente attuabile e calato nella realtà lavorativa presa in esame;
  • Deve tener conto delle peculiarità dei luoghi, delle lavorazioni, della produzione ecc.;
  • Deve essere flessibile, ma soprattutto chiaro e comprensibile. E’ bene prevedere una gamma di situazioni che vadano dalla massima gravità a quella più lieve.

A questo proposito si segnala che le procedure devono essere pianificate “tenendo presente i rischi, le sostanze, gli impianti, le modalità operative presenti in azienda”. Inoltre il piano deve essere sempre tenuto aggiornato e, a tal fine, “è importante la revisione periodica da parte del personale competente (dirigenti, preposti, addetti al primo soccorso, medico competente e responsabile del servizio di prevenzione e protezione) che dovrà essere tenuto al corrente delle novità relative all’azienda e ai cicli produttivi (sostanze usate, modalità d’uso e di controllo ecc.…).

PRIVACY

LE DOMANDE SUL REGOLAMENTO UE 679/2016 IN MATERIA DI TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
COME FACCIO A SAPERE SE IL GDPR SI APPLICA ALLA MIA ATTIVITA’?

 

Se sei un’azienda o uno studio professionale che tratta dati personali in Italia o in un altro Paese dell’Unione Europea, sei tenuto ad adeguarti al GDPR. Il GDPR si applica anche a imprese ed enti che hanno sede al di fuori dell’Unione Europea, ad esempio se vendono beni o servizi, anche via internet, all’interno dell’Unione Europea.

 

MA CHE COS’E’ UN DATO PERSONALE?

 

In pratica, un dato personale è qualunque informazione riconducibile ad un individuo. Ad esempio, sono dati personali il nome e cognome di una persona e tutti i suoi dati anagrafici, l’indirizzo e-mail, il numero di telefono, ma anche una fotografia, i suoi dati biometrici (es. l’impronta digitale o le caratteristiche della sua firma autografa), il suono della sua voce, le sue abitudini alimentari. Alcune categorie di dati (come quelli relativi ai dati genetici, allo stato di salute, all’orientamento sessuale o all’apparenza a partiti e sindacati) sono considerati sensibili e richiedono misure aggiuntive di protezione in base alla normativa.

FORMAZIONE

LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE PER ASSENZA AL CORSO SULLA SICUREZZA

Come noto, il Testo Unico prevede che ogni lavoratore abbia l’obbligo di “prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal Datore di lavoro.” E più nello specifico, che abbia l’obbligo, penalmente sanzionato, di “partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal Datore di Lavoro”.

L’obbligo del lavoratore di partecipare agli incontri formativi ha contemporaneamente natura legale e contrattuale, con la conseguenza che il lavoratore che non osservasse tale precetto normativo violerebbe da un lato una norma penale e dall’altro – civilisticamente parlando – il contratto di lavoro. Proprio quest’ultimo aspetto connesso al rapporto contrattuale tra Datore di lavoro e lavoratore è stato al centro di una recentissima sentenza di questo mese, con la quale la Corte ha rigettato il ricorso di un lavoratore licenziato da una Società per Azioni “a seguito di lettera di addebito con cui era stata contestata una assenza ingiustificata in data …, per non aver preso parte alla formazione obbligatoria sull’Accorso Stato-Regioni, con contestuale contestazione della recidiva in riferimento a due analoghe condotte sanzionate con provvedimenti di natura conservativa”.