Newsletter di Gennaio 2017

– Newsletter di Gennaio 2017 –

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

LE DISFUNZIONI ORGANIZZATIVE: STRESS LAVORO-CORRELATO, MOBBING E BURNOUT

Gli studi confermano che numerose sono le situazioni che denotano uno stato patologico dell’ambiente di lavoro – sia pubblico che privato – con inevitabili conseguenze soprattutto per i lavoratori, ma con ricadute anche per i datori di lavoro. Risulta fondamentale porre sempre di più l’accento sul concetto di Salute, che come definito dall’OMS nel 1948 è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia”.

Per salute quindi non intendiamo uno ‘stato’ ma una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulla capacità del soggetto di interagire con l’ambiente adattandosi al continuo modificarsi della realtà circostante.

Nel mondo del lavoro esistono, accanto a fattori di rischio specifici, responsabili di malattie professionali, numerosi altri agenti capaci di turbare lo stato di salute dell’individuo e dell’intera Organizzazione, creando fenomeni di disadattamento e reazioni di stress, da cui possono derivare malattie, non specifiche, ma certamente collegate alla professione. Come ad esempio: stress legato al lavoro, mobbing e la sindrome del burnout.

RUOLO E CRITICITA’ DEGLI RLS: LE QUESTIONI APERTE

Per un’efficace gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro è importante, e riconosciuto dal D.Lgs. 81/2008, il ruolo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Infatti l’RLS non solo rappresenta e si fa portatore delle esigenze dei lavoratori, ma partecipa direttamente a molti aspetti essenziali della tutela della sicurezza e salute. Le nuove norme sui RLS costituiscono in realtà una “disciplina in sé esaustiva e compiuta, che non concede alcuno spazio alla disciplina statutaria. Una compiutezza ed esaustività cui concorre in modo determinante la forte legittimazione attribuita alla figura dei RLST, a cui è stato affidato il decisivo compito di assicurare la presenza di una rappresentanza che possa esercitare i diritti collettivi di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, in tutti i casi in cui i lavoratori non avessero provveduto ad eleggere e designare i rappresentanti aziendali”. Pur essendo identiche le prerogative di cui godono, “RLS aziendali e RLS territoriali eserciteranno in modi inevitabilmente diversi il loro ruolo di rappresentanza. Di ciò ben consapevole, il legislatore ha giustamente chiamato in causa la contrattazione collettiva, affidandole il compito di stabilire modi e forme che potessero rendere più efficaci ed effettive le prerogative indistintamente indicate dall’art. 50 del d.lgs. n. 81/2008, quando esercitate dal RLS aziendale, ma soprattutto quando ad agire sia il RLST”.

MODELLI ORGANIZZATIVI

DECRETO 231
COME COSTRUIRE UN MODELLO ORGANIZZATIVO?

 

Partendo dal Decreto legislativo n. 231/2001, si indica che tale modello “debba essere predisposto ‘su misura’ della realtà organizzativa alla quale fa riferimento al fine di poter far fronte alle esigenze emergenti dalla reale struttura ed organizzazione dell’ente/società. In particolare la stesura del Modello deve avvenire “facendo tesoro dell’esperienza propria dell’Organizzazione dell’Ente, e quindi deve essere frutto di una attenta analisi dei processi aziendali al fine di determinare l’esposizione della società stessa ai reati presupposto contemplati nel D. Lgs. n. 231/2001 (art. 6). In concreto l’attività di individuazione dell’esposizione ai predetti reati, definita tecnicamente come mappatura delle aree (dell’attività aziendale) sensibili (al rischio di commissione di reati), va articolata anche tramite una attenta attività di intervista che coinvolga i soggetti chiavi dei processi esistenti nell’Organizzazione”.

modelli organizzativi

FORMAZIONE

IL FORMATORE: UN LAVORO CHE SCOMPONE E CHE PROVA

La formazione alla sicurezza “rappresenta un aspetto sostanziale nella strategia di prevenzione e contrasto al fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali”. Quando si apre un percorso di formazione con uomini e donne attorno ai temi del lavoro, delle competenze e delle responsabilità si lavora sempre per realizzare un incrocio significativo di storie diverse. Un incrocio sul quale si provano significati, incontri, orientamenti; un incrocio sul quale sono sempre in gioco elementi di identità e appartenenza”. Nel gruppo “si incontrano storie di lavoro e di vita, non solo partecipanti o corsisti”, si incontrano esperienze. E in fondo è proprio “dentro i momenti e i cammini personali” che i temi all’attenzione, i temi del percorso formativo assumono rilevanza. In questo senso “proporre la formazione come esperienza bella e arricchente vuol dire costruirla come luogo nel quale si accolgano e si apprezzino le esperienze e le storie di ognuno, dove le differenze sono preziose e arricchiscono, dove si lavora insieme e non si resta in solitudine”.