Newsletter di febbraio 2018

Newsletter di febbraio 2018

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

RISCHIO STRESS: INDAGINE TRA LAVORATORI, RLS E DATORI DI LAVORO

“Non è una malattia, ma può diventare una patologia seria: lo stress da lavoro, che colpisce una persona su quattro, provoca ansia, irritabilità, disturbi fisici e psicosomatici e, ancora peggio, può arrivare a caratterizzare il comportamento di una persona, dall’aumento dell’impulsività alla voglia di isolarsi fino alla difficoltà ad instaurare rapporti interpersonali”.

Alcune ricerche in questi anni hanno rilevato come i rischi psicosociali rappresentino una reale fonte di preoccupazione per la maggior parte delle imprese dell’Unione Europea. Secondo questi dati, quasi l’80 % dei dirigenti si dichiara preoccupato per lo stress legato all’attività lavorativa.

L’indagine sul campo, condotta mediante i questionari, è stata indirizzata a tre diverse figure aziendali, “la cui collaborazione garantisce l’efficacia delle azioni di prevenzione”: datori di lavoro, lavoratori e rappresentanti con competenza specifica in materia di salute e sicurezza delle piccole e medie imprese (RLS).

Riguardo allo stato dell’arte della valutazione dello Stress lavoro-correlato e, in particolare, sul fatto se in azienda sia stata effettuata o meno la valutazione dello stress lavoro-correlato, si hanno queste risposte:

  • i lavoratori (6 su 8), dichiarino che questa non è stata mai effettuata con percentuali che vanno dal 40% al 56%”;
  • RLS (5 su 8), dichiarano che questa non è stata mai effettuata, con percentuali che vanno dal 50% al 89%”;
  • Datori di lavoro (6 su 8) dichiarano che questa non è stata mai effettuata con percentuali che vanno dal 42% al 94%”.

Riguardo poi alla formazione/informazione, i risultati dell’indagine indicano che “una formazione aziendale specifica sul rischio da stress lavoro-correlato non è stata svolta in maniera adeguata per i lavoratori: infatti l’82% non ha partecipato a nessun corso specifico, l’11% ha affrontato il tema dello stress lavoro-correlato nei corsi generici su Salute e Sicurezza sul Lavoro e solamente il 7% ha effettuato corsi specifici sullo stress lavoro-correlato”.

I fattori, che sul lavoro possono causare carichi di stress e alterare l’approccio di una persona verso ambienti, mansioni e altre persone, possono essere: fattori intrinsechi all’impiego come compiti e carichi di lavoro, il ruolo dell’organizzazione e i conflitti, quindi la struttura e il livello di capacità decisionale, il rapporto con vertici e colleghi.

GDPR 2016/679

OLTRE IL 90% DELLE IMPRESE E COINVOLTO

 

Entro il 25 maggio 2018 sono tenuti ad adeguarsi agli adempimenti, previsti dalla normativa, tutti i Soggetti Pubblici e Privati che effettuano il trattamento di dati personali, archiviati in forma elettronica e/o cartacea.

La maggior parte delle Organizzazioni si trovano nella condizione di dover soddisfare nuove esigenze tra cui:

  • la nomina di figure professionali specifiche
  • l’istituzione di un registro di trattamento dati.

Il Regolamento cita una nuova funzione, quella del DPO, Data Protection Officer, che ha il compito di assicurare la protezione del patrimonio informativo aziendale e dei dati personali trattati. Dovrà essere messo in condizioni di assoluta indipendenza e in totale assenza di conflitti di interesse, dovrà possedere adeguate risorse umane e finanziarie, competenze informatiche e un’ottima conoscenza della normativa sulla privacy. Tale incarico potrà essere affidato sia ad un dipendente interno dell’azienda sia ad una figura esterna tramite un contratto di servizi.

L’articolo 30 del Regolamento fa riferimento a questo importante strumento di rilevazione delle attività: il registro delle attività di trattamento dei dati personali.

L’obbligo di redazione e adozione del registro non è generale, la tenuta del registro non compete “alle imprese o organizzazioni con meno di 250 dipendenti.

FORMAZIONE

FORMAZIONE = PROCESSO EDUCATIVO

Se nei luoghi di lavoro la formazione dei lavoratori, uno degli elementi più importanti per ogni strategia di prevenzione, deve essere concepita alla stregua di una vera e propria misura di sicurezza, è evidente che questa misura che deve essere necessariamente “efficace” nella reale tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

I principi generali, delineati dalle disposizioni legislative, mostrano come la formazione è una misura di prevenzione essenziale, che va mirata sulla base della valutazione del rischio. La formazione va svolta e aggiornata in relazione al cambio di attività e/o di esposizioni a rischi in azienda.

La formazione è un processo educativo!

Si sottolinea che la reale finalità della formazione “viene colta, più che in ogni altra sede, nelle sentenze relative a questioni nelle quali gli infortuni sul lavoro sono causati da comportamenti imprudenti, negligenti e/o imperiti del lavoratore o del preposto”. In simili casi, la giurisprudenza “non si limita ad un controllo formale sulla formazione irrogata (verificando l’esistenza di un attestato coerente con le previsioni di cui agli Accordi in Conferenza Stato-Regioni), ma si interroga sulla ‘effettività’ ed ‘efficacia’ della formazione, vale a dire sul suo effetto finale in termini di cambiamento della condotta del discente.