Newsletter di dicembre 2018

Newsletter di dicembre 2018

FORMAZIONE

LA FORMAZIONE PER IL VIDEOTERMINALISTA E LA VALUTAZIONE DEI RISCHI

La formazione è obbligatoria per i lavoratori che utilizzano in modo sistemico e abituale attrezzature munite di videoterminali per almeno 20 ore settimanali, come indicato nel D.Lgs. 81/08. Il Decreto obbliga il Datore di Lavoro a provvedere affinché ciascun lavoratore riceva adeguata informazione e formazione su tutti i rischi per la salute e sicurezza connessi all’attività dell’azienda, anche con riferimento alle sue conoscenze linguistiche. Teniamo conto che moltissimi macchinari industriali vengono oggi utilizzati come intensivo impiego di software con applicativi di ogni genere.

Il Decreto 81/08 definisce “videoterminale” uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato, mentre è considerato “videoterminalista” colui che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistemico o abituale, per almeno venti ore settimanali. Tutti i lavoratori devono riceve a cura del proprio Datore di Lavoro una formazione sufficiente e adeguata in maniera di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in funzione dei rischi specifici riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comporto di appartenenza dell’azienda. La formazione specifica sui videoterminali si aggiunge alla formazione generale, della durata non inferiore alle 4 ore, dedicata alla presentazione dei concetti generali in tema di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Dunque, la formazione specifica è stata intesa dal Legislatore come compresa nella “formazione specifica” dedicata ai lavoratori secondo l’Accorso Stato Regioni del 2011.

I lavoratori addetti al videoterminale devono essere formati e informati sui rischi specifici della lor attività, in particolare per quanto riguarda le misure applicabili al posto di lavoro, le modalità di svolgimento dell’attività e la protezione degli occhi e della vista.

Quelle della formazione, informazione e addestramento sono attività direttamente correlate agli esiti della valutazione dei rischi.

PRIVACY

LA VALUTAZIONE DI IMPATTO SULLA PROTEZIONE DEI DATI (DPIA)

 

È una procedura prevista dall’art. 35 del Regolamento EU 678/2016 che mira a descrivere un trattamento di dati per valutarne un trattamento di dati per valutarne la necessità e la proporzionalità, nonché i relativi rischi. La DPIA è uno strumento importante in termini di responsabilizzazione (accountability) in quanto aiuta il Titolare non soltanto a rispettare le prescrizioni del GDPR, ma anche ad attestare di aver adottato misure idonee a garantire il rispetto di tali prescrizioni.

Quando la DPIA è obbligatoria?

In tutti i casi in cui un trattamento può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche, ecco alcuni criteri specifici:

  • profilazione;
  • monitoraggio sistemico (videosorveglianza);
  • trattamento di dati sensibili, giudiziari o di natura estremamente personale;
  • trattamento di dati personali su larga scala;
  • utilizzo innovativo o applicazione di nuove soluzioni tecnologiche o organizzative;
  • trattamenti che potrebbero impedire agli interessati di esercitare un diritto o di avvalersi di un servizio o di un contratto.

SICUREZZA SUL LAVORO

LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA SICUREZZA

Gruppo di Lavoratori

Cosa si intende con «partecipazione dei lavoratori»?

La partecipazione dei lavoratori alla salute e alla sicurezza è un semplice processo bilaterale in base al quale i datori di lavoro e i lavoratori, per mezzo anche dei loro rappresentanti, si parlano, ascoltano gli uni le preoccupazioni degli altri, condividono opinioni e informazioni, affrontano i problemi senza indugio, tengono in considerazione le proposte di tutti, si impegnano per trovare soluzioni comuni, e manifestano fiducia e rispetto reciproci.

I datori di lavoro devono sì promuovere una cultura della salute e della sicurezza che incentivi la partecipazione dei lavoratori, ma i lavoratori d’altro canto non dovrebbero limitare la loro partecipazione a una collaborazione passiva e alla sola osservanza delle norme in materia di sicurezza; per poter ottimizzare la protezione della propria salute e sicurezza, i lavoratori devono invece sfruttare totalmente le opportunità di partecipazione che vengono offerte loro sul lavoro.