Newsletter di aprile 2018

Newsletter di aprile 2018

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO

IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SUI DPI

Il 31 marzo 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della UE (GUUE) il nuovo Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la  Direttiva 89/686/CEE  del 21 dicembre 1989, direttiva concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai dispositivi di protezione individuale (DPI). L’atto della UE ha sempre l’obiettivo di stabilire requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei DPI che devono essere messi a disposizione sul mercato, al fine di garantire la protezione della salute e della sicurezza degli utilizzatori, ma ora la forma giuridica è cambiata.

Il regolamento si applica ai dispositivi di protezione individuale (DPI) definiti (art. 3) come:

a) “dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggersi da uno o più rischi per la sua salute o sicurezza;

b) componenti intercambiabili dei dispositivi di cui alla lettera a), essenziali per la loro funzione protettiva;

c) sistemi di collegamento per i dispositivi di cui alla lettera a) che non sono tenuti o indossati da una persona, che sono progettati per collegare tali dispositivi a un dispositivo esterno o a un punto di ancoraggio sicuro, che non sono progettati per essere collegati in modo fisso e che non richiedono fissaggio prima dell’uso”.

Inoltre (Art. 2) il regolamento non si applica ai DPI:

  1. a) “progettati specificamente per essere usati dalle forze armate o nel mantenimento dell’ordine pubblico;
  2. b) progettati per essere utilizzati per l’autodifesa, ad eccezione dei DPI destinati ad attività sportive;
  3. c) progettati per l’uso privato per proteggersi da: i) condizioni atmosferiche non estreme;
  4. ii) umidità e acqua durante la rigovernatura;
  5. d) da utilizzare esclusivamente su navi marittime o aeromobili oggetto dei pertinenti trattati internazionali applicabili negli Stati membri;
  6. e) per la protezione della testa, del viso o degli occhi degli utilizzatori, oggetto del regolamento n. 22 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite concernente prescrizioni uniformi relative all’omologazione dei caschi e delle relative visiere per conducenti e passeggeri di motocicli e ciclomotori”.

SISTEMI DI GESTIONE

AL VIA L’INTEGRAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AZIENDALE

 

La nuova ISO 45001 “Sistemi di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro” sostituisce lo Standard BS OHSAS 18001 finora in uso per l’implementazione dei Sistemi di gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Le organizzazioni avranno tempo fino al 12 marzo 2021 per effettuare il passaggio alla nuova versione: a partire da tale data i certificati rilasciati secondo il vecchio standard non saranno più validi. Sarà, tuttavia, possibile ottenere la certificazione secondo il vecchio standard per tutto il triennio in corso, ma i certificati scadranno comunque a settembre 2021.

Nel settembre 2015 la ISO (International Organization for Standardization) ha già pubblicato le nuove revisioni delle norme UNI EN ISO 9001 “Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti” ed UNI EN ISO 14001 “Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso” ed è attualmente in corso in corso il triennio di transizione per l’adeguamento alla nuova versione della Norma che scadrà a settembre 2018.

FORMAZIONE

PERCHE’ E’ IMPORTANTE LA FORMAZIONE?

Perché è importante la formazione per la Sicurezza sui luoghi di lavoro? E’ necessaria per tutti i lavoratori e per le imprese. Scopriamo insieme i vantaggi per entrambi:

  1. “La formazione di per sè non deve mai essere intesa come un costo, ma come un investimento”. Frase fatta è vero, ma quando parliamo di sicurezza il discorso cambia, perché si parla di un investimento sulla vita.
  2.  Un’azienda che opera in sicurezza evita ingenti danni materiali che possono metterla a rischio ma soprattutto ha l’opportunità di costruire un’immagine di eccellenza ed affidabilità.
  3. Le sanzioni sono varie e possono essere anche molto rigide, si parla infatti di violazione del codice penale.
  4. Vivere in un Paese che non protegge un lavoratore dalla possibilità di infortunarsi o che, nella peggiore delle ipotesi, rischia di non ritornare a casa è un paese che non rispetta i lavoratori e la vita!