Volontariato: tutela e procedure, approfondimenti.

La tutela dei lavoratori è sempre un punto importante su cui soffermarsi. Quando si tratta però dei lavoratori e dei volontari presenti nelle organizzazioni di volontariato (OdV) qualche dubbio riguardo adempimenti e tutele generali persiste ancora. Un documento dell’associazione Ciessevi (Centro Servizi per il Volontariato nella Provincia di Milano) intitolato “La tutela dei lavoratori e dei volontari delle OdV e negli enti non profit a base volontaria” (a cura dell’avv. Marco Quiroz Vitale e dell’ing. Massimiliano Zinesi) approfondisce alcuni aspetti fondamentali riguardo concetti e procedure inerenti a questo tipo di organizzazioni.

Si parte dall’analisi del concetto di “datore di lavoro” in un organizzazione di volontariato. In questo caso se l’OdV non si avvale dell’opera di alcun lavoratore subordinato (o ad esso equiparato), un datore di lavoro non è sostanzialmente presente e riconoscibile. Invece in caso contrario, tenendo conto dell’intrinseca “democraticità” delle OdV e del richiamo legislativo alla responsabilità riguardanti i poteri decisionali e di spesa, il “datore di lavoro” corrisponde in linea generale con tutte le persone componenti l’organo direttivo di tale OdV.

Seguendo con l’approfondimento riguardo il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) la domanda è la seguente: quali OdV devono istituirlo? Analogalmente al concetto precedente se l’OdV non si avvale dell’opera di alcun lavoratore subordinato (o ad esso equiparato) l’istituzuine di un SPP non è necessario. Invece in caso contrario l’OdV deve istituire l’SPP (basta che l’organizzazione abbia un lavoratore a progetto che operi presso la sede o un lavoratore dipendente, anche part-time, per essere soggetta all’oblligo di istituzione). L’SPP in questo caso viene composto dall’insieme delle risorse, anche umane, finalizzate all’attività di prevenzione e protezione dei rischi. E’ da notare che, con l’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008, non è più necessario comunicare né all’ASL né alla Direzione Provinciale del lavoro il nominativo della persona designata al ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e che la nomina del RSPP è uno degli obblighi non delegabili da parte del datore di lavoro.

Per quanto riguarda il Medico Competente (MC) le condizioni sono più o meno simili alle precedenti. Senza lavoratori subordinati la legislazione non determina un obbligo generalizzato di nomina ed è sostanzialmente impossibile determinare quali OdV siano tenute alla nomina stessa del MC. Ma è sufficente che almeno un lavoratore subordinato sia adibito ad una mansione che preveda lo svolgimento di una delle attività previste dalla normativa (come ad esempio: utilizzare attrezzature munite di videoterminale per almeno 20 ore settimanali, esporsi a determinati livelli di rumore e/o vibrazioni, esporsi a livelli non moderati di sostanze e preparati pericolosi, esporsi a determinati agenti biologici e/o cancerogeni e/o mutageni, movimentare manualmente carichi che comportano determinati rischi ecc.) per rendere necessaria la sorveglianza sanitaria e quindi la nomina del Medico Competente.

La sorveglianza sanitaria mostra inoltre anche un aspetto “problematico”. A livello normativo i volontari hanno la facoltà (nel caso svolgano un’attività per la quale è prevista) di avvalersi, seppur con oneri a proprio carico, della sorveglianza sanitaria. In questo caso sono due i casi che si presentano: se l’OdV ha nominato un MC si può inserire nell’accordo da stipulare con i volontari le modalità per l’attuazione della sorveglianza sanitaria, avvalendosi del MC già nominato dalla OdV. Se invece l’OdV (non avendo lavoratori subordinati da sottoporre a sorveglianza sanitaria) non ha nominato un MC appaiono percorribili altre due soluzioni ben distinte: avviare i volontari presso gli istituti di medicina del lavoro oppure avviarli da un MC di riferimento per l’organizzazione, anche se non formalmente nominato. In entrambi i casi è opportuno delineare la situazione nell’accordo con i volontari, in modo da assicurare loro la possibilità di avvalersi della facoltà prevista dalla legislazione vigente.

Anche la figura del Rappresentante dei lavoratori per la Sicurezza (RLS) ha condizioni similari con le figure precedenti. Infatti in mancata presenza di almeno un lavoratore subordinato (o ad esso equiparato) il RLS non è previsto per le OdV. Invece per le organizzazioni di volontariato con dei lavoratori subordinati è utile sottolineare che l’elezione di un RLS è sia un diritto che una facoltà dei lavoratori e/o delle rappresentanze sindacali (se presenti) con il quale il datore di lavoro non può interferire riguardo la scelta. Nel caso in cui i lavoratori decidano invece di non avvalersi di tale opportunità, il D.Lgs. 81/2008 ha determinato dei meccanismi legislativi che prevedono l’assegnazione di un RLS esterno (definito “territoriale) e la concomitante partecipazione ad un Fondo che verrà istituito presso l’INAIL, attraverso il versamento di una cifra pari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato.

In conclusione il Documento sulla Valutazione dei Rischi (DVR) ha sollevato diversi interrogativi riguardo al mondo del volontariato, come un recente interpello fa notare (l’Interpello n.8/2014 del 13 marzo 2014). I quesiti ruotano attorno al fatto di quali organizzazioni di volontariato abbiano l’obbligo di redarre il DVR e, se dei volontari sono presenti sia effettivamente d’obbligo comprenderli nel documento. A questo proposito si ricorda innanzitutto che nel computo dei lavoratori, al fine di delineare quali obblighi sussistono per le differenti OdV, non devono essere compresi i volontari. Premesso questo ci sono principalmente tre casi che possono verificarsi: se l’OdV non ha nessun lavoratore subordinato non è identificabile un datore di lavoro e, pertanto, non è rilevabile l’obbligo di realizzare una vera e propria valutazione dei rischi. Ma, in ogni caso, è comunque necessario affrontare la problematica al fine di poter stabilire quali siano le misure di tutela necessarie (anche attraverso l’interazione con un eventuale committente che benefici dell’opera dei volontari) ed al fine di poter assolvere ai compiti informativi previsti a beneficio dei volontari. Se l’OdV si avvale di lavoratori subordinati con un numero di lavoratori pari o inferiore a 50 ed è in assenza di particolari rischi (che siano chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni, da esposizione ad amianto ecc.) è possibile, ma non obbligatorio, utilizzare la modulistica in allegato alle cosiddette procedure standardizzate. Se infine l’OdV si avvale di lavoratori subordinati con un numero di lavoratori superiore a 50 e/o è in presenza di particolari rischi sussiste l’obbligo di redazione del DVR, il quale deve possedere “data certa” e deve essere aggiornato entro 30 giorni ad ogni variazione significativa.

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