Emergenza climatica ed ambientale, a che punto siamo?

 

E’ sotto gli occhi di tutti ormai che il clima sta cambiando a livello globale in maniera repentina.

C’è chi ancora crede che questo brusco cambio di temperature non sia dovuto direttamente dall’uomo ma anzi, siano delle fluttuazioni “naturali” che già in passato affliggevano l’intero Pianeta. Tesi negazionista smentita dagli esperti, evidenziando che non c’è mai stato un periodo della storia con cambiamenti climatici, da 2.000 anni a questa parte, che abbia interessato quasi il globo, non come ora, in cui precisamente è interessato il 98% della Terra. (Fonti raccolte da Nature.com).

Inoltre i dati delle emissioni di CO2 hanno raggiunto un nuovo record, arrivando a superare i 415 ppm (parti per milione), mentre precedentemente la soglia di sicurezza era di 350 ppm. Il tasso poi scenderà da qui a ottobre per effetto della crescita delle piante per poi tornare a salire in autunno e inverno, probabilmente superando pure questa misura. Secondo i climatologi tagliare le emissioni ora potrebbe addirittura non bastare per evitare che la temperatura salga ancora.

Nella battaglia per la salvaguardia e salvezza del nostro Ambiente non è ammissibile gettare la spugna, per questo negli ultimi mesi pure l’Italia si sta muovendo, seppur in ritardo rispetto agli altri paesi dell’UE, verso una direzione più sostenibile. Recentemente gli eventi di “Global Strike for Future”, hanno sensibilizzato tutta la nostra società, sopratutto le nuove generazioni. Come conseguenza, in alcuni comuni italiani è stata deliberato lo stato d’emergenza climatica ed ambientale che permetteranno un attivazione più rapida delle iniziative che porteranno l’aumento di attività di risparmio energetico, limitazione di emissioni dannose ed alteranti, di riforestazione urbana e la promozione dell’uso delle energie rinnovabili.